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Sviluppare App Mobile: quanto tempo ci vuole?

inforgrafica quanto tempo serve per sviluppare app e processo di sviluppo

Sviluppare App Mobile: quanto tempo ci vuole?

Una delle prime domanda che ci viene rivolta è sempre “ma quanto tempo ci vuole per sviluppare app?”

Secondo uno studio condotto da Kinvey, una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni mobile, il tempo medio è di sviluppo di un’applicazione mobile è di 18 settimane.

Spesso l’applicazione mobile viene vista come un modo semplice per diventare ricchi. Quest è frutto dell’enorme successo di alcune applicazioni, come Pokémon Go che a ha superato il miliardo di fatturato in solo sei mesi dal lancio ufficiale. Moltissime persone, aziende e agenzie ci contattano perché ritengono di avere un’idea geniale che potrebbe avere enorme successo e, mossi dall’emozione, ci chiedono come prima domanda il costo e quindi i tempi di sviluppo della loro applicazione.

Intanto è doveroso precisare che oggi, nel settore mobile, “app” vuol dire tutto e niente! Provate a chiedere ad uno sviluppatore mobile queste domande e vi risponderà di certo “ma cosa intendi per app?”. E’ come entrare andare in azienda edilizia e chiedere quanto costa un immobile senza precisare se si vuol fare un immobile residenziale, commerciale, le finiture, la tipologia di utenti etc.

Cos’è un’applicazione mobile?

Un’applicazione mobile non è altro che un’applicativo sviluppato appositamente per un dispositivi hardware di tipo mobile, quindi tablet e smartphone, e che di conseguenza rispetto ad un’applicazione sviluppata per desktop presenta funzioni ridotte ed essenziali in modo da essere sia meno “pesante” dal punto di vista del codice, e quindi veloce nell’utilizzo e senza occuperà troppo spazio di memoria, oltre che semplice e facili da utilizzare (user experience) perchè appunto lo schermo è ridotto rispetto ad un’applicazione Desktop.

Sviluppo App Step by Step

Lo sviluppo di un’app prevede diversi step o meglio è solo uno step di un progetto che porta a un risultato finale che spesso è un’applicazione mobile per l’utente.

Vediamo quindi quali sono i passaggi che consigliamo di seguire:

1. il mercato

Come ogni idea, prima di iniziare ad investire risorse, che siano economiche o di tempo, è di valutare se la nostra idea è appetibile per il mercato. Questo è sicuramente lo step più difficile, tanto che esistono società di consulenza specializzate solo per questa fase progettuale. Bisogna capire se la nostra applicazione offre un servizio appetibile per gli utenti, tramite sondaggi, interviste telefoniche e a volte prove di lancio nei social.

Fondamentale verificare i nostri competitor, i punti di forza del nostro progetto (inteso come vataggio offerto ai nostri utenti) e se esistono applicazioni simili dare importanza alle recensioni degli utenti. Questa fase se svolta corretamente può comportare diversi giorni se non settimane di lavoro.

2. Analisi di fattibilità

Si tratta ora di definire le tecnologie e gli strumenti da utilizzare per lo sviluppo della nostra applicazione (es. realtà aumentata, beacon, etc.) e servizi (es. in app purchese, etc.).

A questo punto una breve sintesi delle diverse tipologie di sviluppo disponibili.

Differenza tra App Native, Web e Ibride

Un’altra importante differenza è tra le diverse tipologie di app:  Native e Ibride e Web App. Vediamo in sintesi le principali caratteristiche:

App Native

Sono applicazione sviluppate per un preciso sistema operativo e che vanno ad interagire con le funzionalità di un dispositivo che il produttore rende disponibile pre mezzo di API. In pratica vanno ad ampliare le funzionalità di dispositivi, permettendo all’utente di utilizzarle appunto per applicazioni diverse.

Web App

Sono applicativi che sostanzialmente non risiedono del dispositivo ma su server esterni. Questo offrono il vantaggio di non incidere sulla memoria del dispositivo e i tempi di elaborazione non dipendono quindi da l’hardware utilizzato in quanto sono legati al server esterno. Ovviamente per funzionare devono avere un accesso internet e la velocità dell’app dipende fortemente dal velocità di connessione. Un ulteriore limitazione è nell’utilizzo delle funzionalità del dispositivo.

App Ibride

Le App Ibride sfruttano sia componenti nativi che tecnologie web per gestire l’interfaccia e la logica dell’applicazione.

Le tecnologie web vengono rese disponibili tramite Web View.

4. Mockup e Bozze grafiche

In questa fase si definisco schermata per schermata i dettagli dell’applicazione. E’ in questa fase che si studia la User Experience ed è di certo una delle fai più delicate del progetto: si definiscono font, colori, distribuzioni dei contenuti… tutto ciò che dovrebbe rendere semplice ed unica l’esperienza del vostro utente nell’utilizzo dell’app.

5. Lo sviluppo

In questa fase di progetto, se le fasi precedenti son state ben implementate e dettagliate, il team di sviluppo dovrebbe essere in grado di procedere in autonomia fino al primo rilascio. In realtà questo step prevede delle fasi di rilascio intermedio che non sempre coinvolgono direttamente il cliente, e hanno lo scopo di testare il prodotto durante lo sviluppo.

6. Testing

Prima del rilascio negli stores, l’app viene testata sia per la risoluzione dei bug che per verificare la user experience.

7. Pubblicazione

Ci siamo! L’app può essere pubblicata e non resta che attendere la recenzione degli utenti che non tarderanno ad arrivare! Ma come far trovare la nostra applicazione?

8. Piano Marketing

In realtà questa fase inizia ben prima, ancora prima di progettare l’applicazione, già testando il mercato attraverso sondaggi ed interviste, piuttosto che attraverso un’analisi dei competitor. Non tutti i progeeti son uguali, per cui difficile generalizzare e sintetizzare in poche parole questo processo, fondamentale per il successo di un’applicazione. Due consigli:

  1. considerate una congrua parte del budget per il lancio dell’applicazione: la cosa migliore è farsi quotare un progetto da un agenzia specializzata
  2. iniziate a testare il vostro progetto con una versione beta, se possibile, con le funzionalità minime che

 

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